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| Sala 3 – GLI ANNI SESSANTA: L’elaborazione di un nuovo linguaggio pittorico. Il dialogo Ranzoni-Cremona
La Scapigliatura pittorica nasce dall’incontro fra due personalità opposte e complementari, Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni.
Per un breve periodo frequentano insieme lo studio di Giuseppe Bertini, poi, alla fine del decennio si ritroveranno a condividere vita e lavoro.
Cremona ha sei anni più di Ranzoni e il vantaggio di una formazione accademica più profonda, dai veneti alla scuola di Hayez, al Bertini, senza trascurare la parentesi di Pavia, che lo aveva messo in contatto con Piccio e Faruffini.
Ranzoni, invece, dopo l’ingresso, tredicenne, a Brera, dal 1856 al 1864 ha un periodo travagliato, tra Milano e l’Accademia Albertina di Torino, dove lo volevano i suoi finanziatori del Collegio Caccia di Novara.
Ranzoni, concluso il cursus accademico, torna alla sua Intra, nel cuore di quel lago Maggiore mèta dell’aristocrazia internazionale e ritrovo di provetti dagherrotipisti e fotografi, e si crea una sua bohème, radunando tutti gli spiriti irrequieti della borghesia verbanese.
Già accomuna i due un tirocinio nella caricatura, maestra di sintesi: Cremona per mantenersi collaborando ai periodici, Ranzoni per divertirsi.
La distanza non interrompe l’amicizia nata a Milano, che, in ambito artistico, li trova uniti nell’esigenza di tradurre il vero soprattutto attraverso il colore.
Per entrambi, Faruffini e Carcano sono “apripista”, nell’uso delle nuove tecnologie ottiche volte a esiti improntati al luminismo.
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