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Testi a cura di Annie-Paule Quinsac

Photo: Toni Garbasso - studioargento.com
Sala 4 (1) - GLI ANNI SETTANTA : Il sodalizio Cremona, Ranzoni, Gignous

“...sboccia la schietta e robusta personalità di Daniele Ranzoni, che, stabilitosi a Milano ed associato subito in intimissima comunione d’idee col nostro grande e profondo Tranquillo Cremona dovevano dare all’arte della figurazione umana un indirizzo nuovo e conseguire risultati d’un gusto sostanzialmente diverso da quello he produssero i sommi pittori figuristi del passato.
In che cosa risieda precisamente questa diversificazione è più facile sentirla che spiegarla: mentre in tutta l’arte antecedente si leggeva e si scriveva la forma col presupposto di vederla contenuta in contorni determinati, la nuova estetica cremoniana portava invece a scrutare la forma come facente una sol massa col fondo assegnatole, sino a non permettere all’occhio di precisare dove l’una finisce e l’altro principia... Cremona, dipingendo, pareva uno che mirasse in un bersaglio o che tirasse di fioretto.
Colto il segno, registrato con esattezza lo «sguardo» ne derivava per risultante la presenza degli occhi.
Ma quegli occhi quello sguardo di Cremona hanno un’essenza indefinibile, un quid che non ha precedenti nell’arte del passato”.

Vittore Grubicy, 19 aprile 1910

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