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| Sala 11 (1) - 1880-1894: Giuseppe Grandi e il Monumento alla Cinque Giornate
“Che importa! Se il mio progetto è bello e sentito dal pubblico, scultorio o architettonico, si imporrà”
Il 3 gennaio 1879 il Comune di Milano nomina una commissione per formulare il programma relativo alla realizzazione di un monumento «architettonico» dedicato alle Cinque Giornate, da innalzare al posto della vecchia Porta Tosa, che doveva diventare Porta Vittoria, danneggiata nei combattimenti del 1848.
Nel giugno viene bandito il primo Concorso. I bozzetti sono esposti al Salone dei Giardini Pubblici dall’11 al 31 gennaio 1980.
Il risultato, favorevole a Luca Beltrami, non convince e il 26 marzo la Giunta Municipale decide d’indire un’altra tornata, cui partecipa anche Giuseppe Grandi. In aprile 1881 nuova esposizione.
Nella relazione ufficiale del 20 maggio Camillo Boito dichiara che nessuno degli ottantaquattro progetti raggiunge il livello di quello di Grandi, cui viene affidato l’incarico esecutivo l’8 luglio, con scadenza al 1886.
I lavori si protrarranno, invece, per tredici anni, segnati da ripensamenti in corso d’opera e dalle battaglie di Grandi per difendere la sua visione.
L’artista, per altro, procede imperterrito. Prima amplia lo studio di via Stella con un capannone; poi si fa costruire un atelier-fonderia di novemila metri quadri all’Acquabella.
Per dar vita alle immagini allegoriche, va ad Amburgo ad acquistare un leone e in Austria un’aquila reale.
Inoltre, dalla Svezia proviene il marmo rosso del basamento centrale. Dal 1892 al 1894 sono fuse in bronzo le singole parti.
Il 30 novembre 1894 Grandi muore, a Ganna dove era nato.
Il 18 marzo 1895 il monumento viene solennemente inaugurato. Nelle sue fondamenta sono traslati i resti delle vittime della lotta antiaustriaca.
La mostra ha permesso di portare a compimento il recupero, avviato alcuni anni fa, e il restauro dei gessi di Grandi, donati al Comune di Milano nel 1913 dal fratello dell’artista Benigno.
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