previous
Testi a cura di Annie-Paule Quinsac

Photo: Toni Garbasso - studioargento.com
Sala 15 - Al di là della Scapigliatura: l’estetica del non finito e la creazione dello spazio moderno

“Ciò che importa per me nell’arte, è di far dimenticare la materia.
Lo scultore deve, per via di un riassunto delle impressioni ricevute, comunicare tutto ciò che ha colpito la sua propria sensibilità, affinché guardando la sua opera, si possa provare interamente l’emozione ch’egli ha sentito quando ha osservato la natura...
Infatti ciò che più importa è che guardando quello che l’artista ha tradotto in un soggetto, si possa ristabilire ciò che manca.
Nella natura non vi sono limiti, così non possono essercene in un’opera. In questo modo si otterrebbe l’atmosfera che circonda la figura, il colore che l’anima, la prospettiva che la pone a suo posto...
L’impressione che tu produci in me non è la stessa che se ti scorgessi solo in un giardino, o ti vedessi in mezzo ad un gruppo d’altri uomini, in un salotto o per la strada.
Questo solo importa. Bisognava dunque chiedersi se l’impressione che voglio comunicare cambi allorché lo spettatore si pone lontano o vicino, al disopra o al disotto della figura.
La prima sensazione provata è ben differente da quella risentita allorché l’occhio, stanco di osservare, si riposa. Se fin dal primo momento, la tonalità che sembra esser indietro s’avanza per poi ritornare indietro, lo spettatore avrà così la percezione ben netta d’un movimento della vita.
Allorché l’occhio si riposa, può provare le impressioni sentite dall’artista, tutte quelle che hanno dettato alla sua mano la forma che ha davanti a sé.
E in questo modo prova un sentimento della prospettiva totalmente differente da quello che risulta dalla prospettiva insegnata nelle scuole.
È per questo che io credo sia impossibile da vedere un cavallo con quattro gambe a un tempo, o un uomo isolato nello spazio come una bambola. Sento similmente che questo cavallo e quest’uomo appartengono a un tutto dal quale non possono venir separati, all’ambiente del quale l’artista deve tener conto...
Non si gira intorno a una statua come non si gira intorno a un quadro, perché non si gira intorno alla forma per concepirne l’impressione. Nulla è materiale nello spazio.
Così concepita, l’arte è indivisibile.
Non c’è la pittura da una parte e la scultura dall’altra”.

Medardo Rosso, Parigi 1902

E intanto il vulgo intuona per le piazze
La fanfara dell’ire,
Ed urla a noi fra le risate pazze:
“Arte dell’avvenire!”

Arrigo Boito, A Emilio Praga, marzo 1866

next